Ho iniziato a collezionare macchine fotografiche nei primi anni 80, con l'intento di dare uno scopo e un indirizzo alla mia passione per la fotografia.
L'intento che mi ero proposto era quello di raccogliere apparecchi fotografici che bene o male avevano contribuito a tracciare la storia della fotografia.
Così è nata questa piccola raccolta, non certo esaustiva, che ora vi propongo.
In principio era.....
Il dagherrotipo:consisteva in una lastra d'argento lucidata e resa sensibile alla luce con vapori di iodio. La lastrina viene esposta in camera oscura e trattata con vapori di mercurio.
Il successivo lavaggio con acqua salata asporta l'appannamento dello ioduro d'argento dove la luce non ha avuto effetto e fissa la patina biancastra dove brillano le luci dell'immagine.
Per poterlo vedere occorre mettere il dagherrotipo in modo che in esso si rifletta uno sfondo scuro. Dopodichè veniva coperto con una lastrina di vetro e sigillato affinchè non si deteriorasse. Ovviamente le immagini così ottenute erano in copia unica ed erano invertite.
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| Dagherrotipo - ca 1850 |
Ambrotipo: è un negativo ottenuto su lastra al collodio.Posizionando il negativo su un fondo nero (Velluto o vernice) si osserva una immagine in positivo. L'immagine raddrizzata e non invertita veniva ottenuta mettendo il fondo nero sul lato dell'emulsione.
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| Ambrotipo 1860 |
Le camere da viaggio, a coda rientrante e pieghevole, con soffietto in pelle o cartone, furono in uso dal 1880 fino ai primi decenni del 900. Le più pregiate erano costruite in legno di mogano.
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| Lancaster Instantograph 1888 |
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| Seneca Competitor 1915 |
| Visore ICA per foto stereoscopiche |
Le Leica
L'avventura della Leica comincia negli anni a cavallo della I guerra mondiale. Il mercato professionale è dominato dalle macchine inglesi a banco ottico, il mercato amatoriale da Kodak con fotocamere a soffietto (folding). La maggior industria tedesca è Voigtlander; Rollei e Zeiss non sono ancora nate. L'innovazione apportata da Oskar Barnack, padre della Leica, è una fotocamera di precisione che utilizzi pellicola cinematografica perforata da 35 mm.
Il nome Leica (Leitz Camera) nasce nel 1924 e diventa ben presto sinonimo del formato della pellicola 24x36. Queste le caratteristiche più salienti: dimensioni contenute, messa a fuoco a telemetro, obiettivi intercambiabili con innesto a vite, tendine in stoffa gommata. Queste caratteristiche si mantennero più o meno inalterate per quasi un secolo, fino all'era del digitale.
Il primo modello prodotto in serie risale al 1925 e si chiamava Leica A o Leica 1. Con innesto degli obiettivi a vite vennero realizzati circa una quindicina di modelli, dagli anni 30 agli anni 60. La numerazione dei modelli era alfabetica (da A a G) con numero di matricola progressivo
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| Leica I modificata II . Matricola 4596 del 1928: una delle prime Leica prodotte |
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| Leica I 1930 |
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| Leica II F 1951 |
1954: Leitz abbandona l'innesto a vite degli obiettivi per un nuovo innesto a baionetta chiamato M.
La nuova macchina chiamata M3 ha una estetica completamente rinnovata; il telemetro per la messa a fuoco è più luminoso, preciso con base ampliata. Il mirino presenta cornici luminose che delimitano il campo degli obiettivi a diversa focale, il caricamento della pellicola è a leva, sul lato destro dell'apparecchio.
I vecchi obiettivi a vite sono tuttavia ancora utilizzabili, tramite semplici adattatori.
Un esposimetro separato può essere posizionato sulla calotta della macchina per avere lettura delle coppie tempo-diaframma
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| Leica M3 1958 |
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| Leica MDa 1966: solo per usi scientifici, senza mirino |
Anni 70: la prima Leica con lettura TTL, mediante un sensore al CdS posizionato dietro l'obiettivo e davanti alla tendina in tela gommata. Un braccio meccanico lo solleva poco prima dello scatto dell'otturatore. I tempi di otturazione sono visibili nella parte bassa del mirino.
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| Leica M5 1971 |
La Leica CL è frutto della collaborazione con Minolta. E' una Leica compatta con cornici luminose per obiettivi da 40, 50,90 mm. La lettura esposimetrica è TTL come per la M5.
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| Leica CL 1973 |
Si ritorna alle origini: apparecchio completamente meccanico senza esposimetro
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| Leica M4-P anniversario 1983 esemplare 591/1000 |
Con la Leica M4-P nel mirino compaiono le cornici luminose per tutta la gamma degli obiettivi Leica utilizzabili, da 28 a 135mm, ampliando la scala rispetto ai modelli precedenti
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| Leica M4-2 1977 |
Con la Leica M6 ricompare la lettura TTL: un diodo luminoso segnala la corretta esposizione o la sovra/sottoesposizione.
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| Leica M6 1986 |
Leica digitale full frame con obiettivi intercambiabili e messa a fuoco a telemetro. La tradizione non si smentisce: gli obiettivi con innesto a vite degli anni 30 sono perfettamente compatibili
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| Leica M9 2014 |
E la concorrenza Zeiss
Agli albori degli anni 30 venne affidato agli ingegneri Zeiss un compito innovativo: progettare ex novo e in massima libertà un apparecchio fotografico da contrapporre alla produzione Leica. Unico vincolo: il formato della pellicola 35 mm.
La macchina che venne ideata fu la più innovativa dell'epoca: corpo in alluminio, leggerissimo, base telemetrica circa 3 volte quella della concorrenza, che permetteva di accoppiare teleobiettivi da 180 mm, tendina a saracinesca in metallo, tempi di otturazione fino a 1/ 1250 di secondo (contro 1/500 di Leitz), e infine una nuova serie di obiettivi intercambiabili con attacco a baionetta di elevata qualità e luminosità.
Tutte queste caratteristiche avevano un nome: Contax 1
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| Contax I 1932 |
Contax II: con questa macchina vennero scattate le foto di Robert Capa durante lo sbarco degli americani in Normandia il 6 giugno 1944
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| Contax IIa 1953 |
L'innovazione prosegue: la Contax III viene dotata di un esposimetro al selenio situato sulla parte superiore della calotta.
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| Contax III 1936 |
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| Zeiss Contessa |
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| Zeiss Tenax I |
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| Zeiss Contina |
Una moderna Zeiss Ikon a pellicola prodotta in Giappone: automatica a priorità di diaframma, lettura TTL, base telemetrica uguale a quella della leica M7, mirino con cornici automatiche a seconda della focale montata, obiettivi Zeiss intercambiabili con attacco a baionetta Leica M.
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| Zeiss Ikon ZM 2007 |
Le copie
Contax Russa
Contax Russa
Le prime Nikon prodotte in Giappone nell'immediato dopoguerra ricalcano nell'estetica e nella meccanica le vecchie Contax II
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| Nikon S2 1954 |
Le Canon prodotte in Giappone nel medesimo periodo ricopiano le vecchie Leica a vite
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| Canon IV SB 1951 |
Le macchine sovietiche ricalcano le Leica a vite
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| Fed |
Le altre
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| Yashica MG-1 anni 70 |
Inizio anni 60: la Canon 7 è una macchina innovativa che vuole entrare in concorrenza con Leica. Ha esposimetro incorporato al selenio e buone ottiche intercambiabili con innesto a vite. La messa a fuoco è a telemetro.
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| Canon 7 1961 |
Leningrad: apparecchio sovietico con obiettivi a vite intercambiabili e messa a fuoco con telemetro. L'innovazione consiste nel motore a molla meccanico caricato tramite una grossa manopola che permettenumerosi scatti in sequenza.
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| Leningrad |
Voigtlander Prominent: ottima e robusta macchina a telemetro con obiettivi intercambiabili di buona qualità. Non ebbe la fortuna che si meritava
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| Vogtlander Prominent 1958 |
Kodak Retina: una delle tante produzioni amatoriali destinate ad un pubblico amatoriale
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| Kodak Retina 2C |
Il grande formato....
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| Voigtlander Bessa 1927 |
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| Lumière, anni 30 |
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| Contessa Nettel anni 30 |
Una stupenda Contessa Nettel Tropicalizzata con chassis in legno di mogano e soffietto in pelle
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| Contessa Nettel tropen |
Le Biottiche
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| Omega anni 50 |
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| Rolleiflex T grigia 1958 |
REFLEX
Leitz
La prima Leica Reflex
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| Leicaflex MK1 anno 1964 |
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| Leicaflex SL 1968 |
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| Leicaflex SL2 1974 |
Leica R3: nata con la collaborazione di Minolta, fu la prima macchina fotografica ad utilizzare un doppio sistema esposimetrico: spot e medio compensato.
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| Leica R3 1976 |
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| Leica R4S 1983 |
Asahi Pentax
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| Asahi Pentax Spotmatic II 1964 |
Nikon
La macchina dei reporter in Vietnam. Queste le caratteristiche richieste: qualità. affidabilità e robustezza. E' la Nikon F2 con mirino esposimetrico intercambiabile e 50 mm f 1:1,4.
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| Nikon F2 DP1 1971 |
La meccanica per antonomasia: otturatore a tendina in metallo, tempi fino a 1/4000. E' la Nikon FM2
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| Nikon FM2 1982 |
Canon
La risposta Canon alle macchine professionali Nikon: Canon F1 con mirino esposimetrico intercambiabile e 50 mm f 1: 1,4
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| Canon F1 1971 |
Minolta
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| Minolta SRT 101 (1966) e X 700 (1982) |
Ultima Minolta a pellicola professionale: Corpo in Titanio, tempi fino a 1/8000, multipriorità, Autofocus: è la Minolta A9
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| Minolta A9 1998 |
Zeiss
L'ultima Zeiss prodotta in Germania nei primi anni 70: è elettronica, di elevatissima qualità, pesantissima, esteticamente poco attraente, con un costo di produzione e un prezzo elevatissimo.
Zeiss non riuscirà più a battere la concorrenza giapponese. Qui finisce un mito. Se ci sarà ancora un marchio Zeiss, questo avrà radici nel Sol Levante
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| Zeiss Contarex Super Electronic 1970 |
Le reflex grande formato
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| Zenza Bronica ETR 1976 |


















































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