mercoledì 12 settembre 2018

Collezionare macchine fotografiche: un viaggio nel mondo della fotografia

Ho iniziato a collezionare macchine fotografiche nei primi anni 80, con l'intento di dare uno scopo e un indirizzo alla mia passione per la fotografia.
L'intento che mi ero proposto era quello di raccogliere apparecchi fotografici che bene o male avevano contribuito a tracciare la storia della fotografia.
Così è nata questa piccola raccolta, non certo esaustiva, che ora vi propongo.


In principio era.....


Il dagherrotipo:consisteva in una lastra d'argento lucidata e resa sensibile alla luce con vapori di iodio. La lastrina viene esposta in camera oscura e trattata con vapori di mercurio.
Il successivo lavaggio con acqua salata asporta l'appannamento dello ioduro d'argento dove la luce non ha avuto effetto e fissa la patina biancastra dove brillano le luci dell'immagine.
Per poterlo vedere occorre mettere il dagherrotipo in modo che in esso si rifletta uno sfondo scuro. Dopodichè veniva coperto con una lastrina di vetro e sigillato affinchè non si deteriorasse. Ovviamente le immagini così ottenute erano in copia unica ed erano invertite.


Dagherrotipo - ca 1850


Ambrotipo: è un negativo ottenuto su lastra al collodio.Posizionando il negativo su un fondo nero (Velluto o vernice) si osserva una immagine in positivo. L'immagine raddrizzata e non invertita veniva ottenuta mettendo il fondo nero sul lato dell'emulsione.


Ambrotipo 1860


Le camere da viaggio, a coda rientrante e pieghevole, con soffietto in pelle o cartone, furono in uso dal 1880 fino ai primi decenni del 900. Le più pregiate erano costruite in legno di mogano.


Lancaster Instantograph 1888


Seneca Competitor 1915


Visore ICA per foto stereoscopiche


Le Leica


L'avventura della Leica comincia negli anni a cavallo della I guerra mondiale. Il mercato professionale è dominato dalle macchine inglesi a banco ottico, il mercato amatoriale da Kodak con fotocamere a soffietto (folding). La maggior industria tedesca è Voigtlander; Rollei e Zeiss non sono ancora nate. L'innovazione apportata da Oskar Barnack, padre della Leica, è una fotocamera di precisione che utilizzi pellicola cinematografica perforata da 35 mm.
Il nome Leica (Leitz Camera) nasce nel 1924 e diventa ben presto sinonimo del formato della pellicola 24x36. Queste le caratteristiche più salienti: dimensioni contenute, messa a fuoco a telemetro, obiettivi intercambiabili con innesto a vite, tendine in stoffa gommata. Queste caratteristiche si mantennero più o meno inalterate per quasi un secolo, fino all'era del digitale.
Il primo modello prodotto in serie risale al 1925 e si chiamava Leica A o Leica 1. Con innesto degli obiettivi a vite vennero realizzati circa una quindicina di modelli, dagli anni 30 agli anni 60. La numerazione dei modelli era alfabetica (da A a G) con numero di matricola progressivo


Leica I modificata II . Matricola 4596 del 1928: una delle prime Leica prodotte




Leica I 1930



Leica II F 1951



1954: Leitz abbandona l'innesto a vite degli obiettivi per un nuovo innesto a baionetta chiamato  M.
La nuova macchina chiamata M3 ha una estetica completamente rinnovata; il telemetro per la messa a fuoco è più luminoso, preciso con base ampliata. Il mirino presenta cornici luminose  che delimitano il campo degli obiettivi a diversa focale, il caricamento della pellicola è a leva, sul lato destro dell'apparecchio.
I vecchi obiettivi a vite sono tuttavia ancora utilizzabili, tramite semplici adattatori. 
Un esposimetro separato può essere posizionato sulla calotta della macchina per avere lettura delle coppie tempo-diaframma


Leica M3 1958




Leica MDa 1966: solo per usi scientifici, senza mirino



Anni 70: la prima Leica con lettura TTL, mediante un sensore al CdS posizionato dietro l'obiettivo e davanti alla tendina in tela gommata. Un braccio meccanico lo solleva poco prima dello scatto dell'otturatore. I tempi di otturazione sono visibili nella parte bassa del mirino.


Leica M5 1971


La Leica CL è frutto della collaborazione con Minolta. E' una Leica compatta con cornici luminose per obiettivi da 40, 50,90 mm. La lettura esposimetrica è TTL come per la M5.


Leica CL 1973



Si ritorna alle origini: apparecchio completamente meccanico senza esposimetro

Leica M4-P anniversario 1983 esemplare 591/1000


Con la Leica M4-P nel mirino compaiono le cornici luminose per tutta la gamma degli obiettivi Leica utilizzabili, da 28 a 135mm, ampliando la scala rispetto ai modelli precedenti


Leica M4-2 1977



Con la Leica M6 ricompare la lettura TTL: un diodo luminoso segnala la corretta esposizione o la sovra/sottoesposizione.


Leica M6 1986


Leica digitale full frame con obiettivi intercambiabili e messa a fuoco a telemetro. La tradizione non si smentisce: gli obiettivi con innesto a vite degli anni 30 sono perfettamente compatibili
Leica M9 2014


E la concorrenza Zeiss


Agli albori degli anni 30 venne affidato agli ingegneri Zeiss un compito innovativo: progettare ex novo e in massima libertà un apparecchio fotografico  da contrapporre alla produzione Leica. Unico vincolo: il formato della pellicola 35 mm.
La macchina che  venne ideata fu la più innovativa dell'epoca: corpo in alluminio, leggerissimo, base telemetrica circa 3 volte quella della concorrenza, che permetteva di accoppiare teleobiettivi da 180 mm, tendina a saracinesca in metallo, tempi di otturazione fino a 1/ 1250 di secondo (contro 1/500 di  Leitz), e infine una nuova serie di obiettivi intercambiabili con attacco a baionetta di elevata qualità e luminosità.
Tutte queste caratteristiche avevano un nome: Contax 1


Contax I 1932



Contax II: con questa macchina vennero scattate le foto di Robert Capa durante lo sbarco degli americani in Normandia il 6 giugno 1944

Contax IIa 1953


L'innovazione prosegue: la Contax III viene dotata di un esposimetro al selenio situato sulla parte superiore della calotta.


Contax III 1936



Zeiss Contessa




Zeiss Tenax I




Zeiss Contina



Una moderna Zeiss Ikon a pellicola prodotta in Giappone: automatica a priorità di diaframma, lettura TTL, base telemetrica uguale a quella della leica M7, mirino con cornici automatiche a seconda della focale montata, obiettivi Zeiss intercambiabili con attacco a baionetta Leica M.

Zeiss Ikon ZM 2007


Le copie

Contax Russa





Le prime Nikon prodotte in Giappone nell'immediato dopoguerra ricalcano  nell'estetica e nella meccanica le vecchie Contax II

Nikon S2 1954



Le Canon prodotte in Giappone nel medesimo periodo ricopiano le vecchie Leica a vite

Canon IV SB 1951


Le macchine sovietiche ricalcano le Leica a vite

Fed


Le altre


Yashica MG-1 anni 70



Inizio anni 60: la Canon 7 è una macchina innovativa che vuole entrare in concorrenza con Leica. Ha esposimetro incorporato al selenio e buone ottiche intercambiabili con innesto a vite. La messa a fuoco è a telemetro.

Canon 7 1961


Leningrad: apparecchio sovietico con obiettivi a vite intercambiabili e messa a fuoco con telemetro. L'innovazione consiste nel motore a molla meccanico caricato tramite una grossa manopola che permettenumerosi scatti in sequenza.

Leningrad


Voigtlander Prominent: ottima e robusta macchina a telemetro con obiettivi intercambiabili di buona qualità. Non ebbe la fortuna che si meritava


Vogtlander Prominent 1958


Kodak Retina: una delle tante produzioni amatoriali destinate ad un pubblico amatoriale

Kodak Retina 2C


Il grande formato....

Voigtlander Bessa 1927




Lumière, anni 30




Contessa Nettel anni 30


Una stupenda Contessa Nettel Tropicalizzata con chassis in legno di mogano e soffietto in pelle

Contessa Nettel tropen


Le Biottiche

Omega anni 50




Rolleiflex T grigia 1958


REFLEX
Leitz

La prima Leica Reflex

Leicaflex MK1 anno 1964




Leicaflex SL 1968




Leicaflex SL2 1974



Leica R3: nata con la collaborazione di Minolta, fu la prima macchina fotografica ad utilizzare un doppio sistema esposimetrico: spot e medio compensato.


Leica R3 1976




Leica R4S 1983


Asahi Pentax

Asahi Pentax Spotmatic II 1964


Nikon
La macchina dei reporter in Vietnam. Queste le caratteristiche richieste: qualità. affidabilità e robustezza. E' la Nikon F2 con mirino esposimetrico intercambiabile e 50 mm f 1:1,4.

Nikon F2 DP1 1971


La meccanica per antonomasia: otturatore a tendina in metallo, tempi fino a 1/4000. E' la Nikon FM2

Nikon FM2 1982


Canon
La risposta Canon alle macchine professionali Nikon: Canon F1 con mirino esposimetrico intercambiabile e 50 mm f 1: 1,4


Canon F1 1971


Minolta

Minolta SRT 101 (1966) e X 700 (1982)


Ultima Minolta a pellicola professionale: Corpo in Titanio, tempi fino a 1/8000, multipriorità, Autofocus: è la Minolta A9

Minolta A9 1998





Zeiss
L'ultima Zeiss prodotta in Germania nei primi anni 70: è elettronica, di elevatissima qualità, pesantissima, esteticamente poco attraente, con un costo di produzione e un prezzo elevatissimo.
Zeiss non riuscirà più a battere la concorrenza giapponese. Qui finisce un mito. Se ci sarà ancora un marchio Zeiss, questo avrà radici nel Sol Levante

Zeiss Contarex Super Electronic 1970


Le reflex grande formato

Zenza Bronica ETR 1976